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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI     VIDEO

Giovanna CAROLLO: 90°Minuto, il Pescara, Galeone, l'Abruzzo...

A cura di Luca Salini

Intervista a tutto tondo con la brava giornalista di Rai Sport, conduttrice di “90° minuto del sabato” e di vari programmi sportivi

Giovanna Carollo è un volto notissimo delle reti Rai, una giornalista molto conosciuta e apprezzata che ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama televisivo. Ora conduce “90° minuto del sabato”, trasmissione dedicata al campionato di serie B. Ci ha rilasciato con gentilezza e garbo una lunga e appassionante intervista.

Giovanna Carollo, quando ha iniziato a lavorare in Rai non si occupava di sport. Poi è entrata nella redazione di Rai Sport. Come spiega questa “conversione” verso lo sport, verso il calcio in particolare?

La conversione è stata abbastanza casuale. Mi occupavo di politica ma avevo voglia di cambiare e di dedicarmi ad altro. Un giorno incontrai l’allora Direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli che mi propose di entrare nella redazione sportiva della Rai. E accettai con entusiasmo. La passione per il calcio l’ho avuta fin da bambina: facevo l’album delle figurine, andavo allo stadio a Palermo, la mia città natale, inoltre prima di lavorare a Rai Sport mi recavo ogni domenica allo stadio di Roma. Nutro una simpatia per una squadra (che ovviamente non rivelo…) che seguivo anche in trasferta scoprendo quanto sia coinvolgente l’idea della trasferta e quanto sia bello poter visitare per il calcio le città del nostro Paese.

Da quest’anno lei conduce da sola il programma “90° minuto del sabato”, il rotocalco dedicato alla serie B che va in onda il sabato sera e sta ottenendo grande successo…

Sono molto legata alla serie B, un campionato sempre equilibrato che tiene in tensione fino alla fine. Ogni settimana ci possono essere sorprese e non c’è mai nulla di scontato. Quanto alla trasmissione, me la sento perfettamente cucita addosso, mi piace condurla e il clima è gradevole e familiare.

Parliamo un po' di lei. Come riesce a conciliare il lavoro con gli impegni familiari e personali?

In realtà non ci riesco… O meglio, provo a fare tutto ma non è affatto facile. Anche se posso stare poco con la famiglia, tuttavia quel tempo è di grande qualità. Sono contenta anche di come i miei figli reagiscono alle mie assenze: è molto difficile per loro ma sono maturi e risoluti.

La pandemi ha cambiato radicalmente le nostre abitudini. Lei come sta vivendo questa situazione che si protrae da quasi un anno?

Provo a viverla nel miglior modo possibile, cercando di non abituarmi a fare sempre le stesse cose. La sensazione di reclusione che resta addosso è davvero triste e sta spegnendo tutti. E’ un momento delicatissimo e noto nelle persone che mi circondano un senso di frustrazione totale, al di là di quello che riusciamo a trasmettere in video. Mi auguro che finisca presto e che si possa tornare ad una condizione di normalità.

Gli stadi vuoti sono una delle conseguenze della pandemia per il mondo del calcio. Un suo giudizio sugli stadi senza pubblico?

All’inizio è stato un trauma per tutti, oggi, però, apprezzo il silenzio che permette di capire meglio le dinamiche tra giocatori e allenatori oppure di cogliere le voci e gli stati d’animo espressi dai protagonisti in campo, vedi il caso Conte-Maresca. Ho avuto modo di parlare con calciatori i quali hanno evidenziato di essersi abituati alle porte chiuse, quindi mi viene da pensare che, quando il pubblico tornerà, sarà un trauma al contrario.

Si aspettava il Milan campione d’inverno?

A settembre no, a novembre-dicembre sì. Anche se ora la squadra di Pioli è in flessione, non credo si tratti di una crisi ma di un calo di tensione fisiologico. Ad ogni modo non sono in grado di dire se il Milan potrà vincere il titolo perché le avversarie sono molto forti e stanno venendo fuori. E’ un campionato particolare e molto aperto, può succedere di tutto in testa e in coda.

A suo giudizio quali sono le squadre favorite per la vittoria del campionato?

Allo stato attuale la favorita è il Milan ma non sottovaluterei l’Inter per le sue enormi potenzialità e la Juventus che sta riprendendo quota. Considero in corsa per il titolo anche la Roma, anche se non ha la profondità e la qualità della rosa di Inter e Juve.

Parliamo del campionato di serie B. Avvincente e incerto come al solito. La sorpresa del campionato? Il giocatore che l’ha impressionata di più?

La sorpresa non c’è. Non vedo il Benevento dello scorso anno in grado di fare il vuoto. Ci sono buone squadre attrezzate: il Monza è la squadra su cui sono riposte grandi aspettative, il Brescia a mio avviso presto ingranerà. In pochi punti sono concentrate tante squadre ed è difficile dire quale sia la favorita. Tra i giocatori dal più alto rendimento senza dubbio ci sono Coda e Diaw, mi aspettavo qualcosa di più da Menez, da Boateng e Balotelli, ma dipende molto dal collettivo. Ad ogni modo credo che il girone di ritorno sarà sorprendente e combattuto.

Il Pescara arranca nei bassifondi della classifica. Crede che la squadra di Breda, dopo i nuovi acquisti del mercato invernale, riuscirà a centrare la salvezza?

Me lo auguro in quanto vedere il Pescara in questa posizione di classifica rappresenta un colpo al cuore. E’ una squadra troppo grande per stare nei bassifondi, è una nobile decaduta, in questo momento troppo decaduta.

Nei giorni scorsi ha festeggiato le 80 primavere il Mister Giovanni Galeone, straordinario allenatore del Grande Pescara e interprete del bel calcio…

Galeone era ed è rimasto un personaggio un po' atipico in tutte le sue manifestazioni. Manca tanto al calcio in quanto era brioso, mentre oggi regna sovrano il tatticismo. Galeone è stato un grande trascinatore che forse avrebbe potuto avere di più dalla sua vita rispetto a quello che ha realizzato.

Noi ci occupiamo di calcio dilettantistico. La pandemia ha messo in risalto gravi difficoltà non solo economiche per i dilettanti. Cosa pensa in merito?

Il calcio dilettantistico andrebbe aiutato a prescindere dalla pandemia che senza dubbio l’ha messo in crisi: se sosteniamo la base, sosteniamo anche l’altezza. Mi vengono in mente i vari Torregrossa, Messias, giocatori oggi molto quotati che provengono dalle categorie inferiori. Dando una mano alle società dilettantistiche, tanti ragazzi potrebbero crescere. Il calcio dilettantistico rappresenta una realtà sana in cui non hanno preso il sopravvento gli affari e la pubblicità, e anche per questo va incentivato.

Quali sono i luoghi che apprezza di più dell’Abruzzo?

La parte montana è la mia preferita, ho tanti amici nati ad Avezzano. Vengo spesso in Abruzzo anche se per motivi di lavoro e di scarso tempo ora le visite sono meno frequenti. Scanno è un posto meraviglioso, che ti fa star bene dentro. Amo la cucina abruzzese, soprattutto gli arrosticini e il vostro vino di elevata qualità.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Mi piacerebbe raccontare il calcio dei campetti girando le realtà locali. Ma non c’è nulla di concreto in quanto a causa della pandemia non si possono fare programmi per il futuro.

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 29/01/2021
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