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DI NICOLA: "A NERETO sono arrivati calciatori con grande motivazione"

A cura di Luca Salini

Nella costruzione di una squadra il direttore sportivo è la figura chiave in quanto ha il compito di scegliere giocatori idonei al progetto mediando tra le indicazioni dell’allenatore e le esigenze, non solo finanziarie, di una società. Per parlare di questo e di altro abbiamo incontrato il DS del Nereto Calcio, Francesco Di Nicola.

Direttore Di Nicola, quali motivazioni l’hanno spinta ad approdare al Nereto del Presidente Filippo Di Antonio?  

Con il Presidente esiste una stima reciproca, è stato lui tre anni fa a darmi la possibilità di fare la “prima “ vera esperienza dirigenziale culminata con la vittoria del campionato di promozione con la Virtus Teramo. Il Presidente Di Filippo è una persona molto ambiziosa, un passionale del calcio, quindi non potevo non accettare la sua chiamata.

Il rafforzamento della compagine societaria, con l’ingresso di Giuseppe Di Antonio come vice Presidente, ha dato una spinta maggiore anche per portare avanti un mercato di altissimo livello?  

In questi giorni si sta cercando di allargare la base societaria per poter dare vita ad un progetto ambizioso e che rimanga nel tempo. Quindi da questo lato non posso che vedere in chiave positiva qualsiasi nuovo ingresso in società, soprattutto quello del vice Presidente Di Antonio, persona che vanta tanta esperienza nel calcio.

Avete affidato le chiavi della porta a Federico Gagliardini, del centrocampo a Jonathan Nepa e dell’attacco al richiestissimo Mattia Rodia. Acquisti di grande qualità e affidabilità.  

Stiamo operando con un piccolo gap rispetto alle altre compagini in quanto siamo partiti con un po' di ritardo. L’idea di base era quella di affidarsi a calciatori giovani e di qualità con voglia di rivalsa e con grande motivazione. Finora sono arrivati calciatori affermati e vogliosi di fare bene per i colori rosso blu.

Con l’arrivo del difensore Mansour Mboup si può dire chiuso il mercato in entrata o ha in serbo altri colpi?  

Manca qualcosa a livello di under, speriamo di annunciare qualcosa entro questa settimana.

Quali sono i vostri obiettivi per il campionato di eccellenza alle porte?  

Gli obiettivi in una stagione cosi, dove ci sono piazze importanti (L’Aquila, Avezzano, Chieti, Lanciano) e tanti turni infrasettimanali, sono il lavoro quotidiano sul campo e grandi motivazioni per confrontarsi con un campionato davvero difficile. Oltre alle squadre sopra citate ci sono realtà che da anni sono protagoniste in questo campionato come Torrese, Spoltore, Sambuceto, Angolana, Penne, Alba Adriatica. Speriamo di inserirci in questo gruppo di squadre a ridosso delle favorite, sarebbe già un bel traguardo.

Vogliamo parlare di Mister Vagnoni? Cosa l’ha colpita maggiormente?  

Mister Vagnoni, dopo la stagione dello scorso anno dove ha “rischiato” di vincere il campionato di Serie D con il Notaresco, ha avuto la voglia e la motivazione per il rimettersi in gioco e tuffarsi in un campionato minore rispetto alle sue aspettative iniziali. Ma con il tempo e il lavoro sta dimostrando di aver sposato appieno il progetto Nereto.

Che campionato si aspetta? A suo avviso quali sono le compagini più attrezzate per i posti di vertice?  

Come ho detto prima sulla carta sarà un campionato a tre per la vittoria finale: L’Aquila, Avezzano e Chieti hanno a disposizione organici più vicini ad una Serie D che ad un Eccellenza; ma attenzione alle sorprese, le partite bisogna giocarle.

E’ favorevole al format del girone unico di eccellenza a 20 squadre?  

Sono favorevole, sarà una stagione particolare, post pandemia. Secondo me sarà un anno di transizione, sperando di poter giocare regolarmente tutta la stagione.

Lei è un giovane direttore sportivo molto qualificato e appassionato di calcio. Ci descrive il suo percorso sportivo da calciatore a direttore sportivo?  

Giovane, ma non troppo, in quanto a dicembre saranno 40 candeline. La mia “carriera” calcistica è stata spesa nei campi di Promozione e Prima Categoria per quasi quindici anni, poi infortuni vari e l’età mi hanno spinto a fare un passo verso il ruolo di Dirigente, iniziato per gioco nella squadra del mio paese (Torricella). In seguito ho iniziato a fare vari corsi per lo scouting calcistico, c’è stata la chiamata del Teramo Calcio nel 2017 nel ruolo di osservatore, grazie all’ex DG Scacchioli, dove ho avuto la fortuna di poter lavorare con un grande professionista come Fabio Lupo; l’anno successivo la chiamata della Virtus Teramo con la vittoria del Campionato di Promozione, poi sono stato per un anno nel settore Giovanile del SN Notaresco. Il 2019 è stato l’anno del riconoscimento con l’abilitazione a collaboratore della gestione sportiva della FIGC, unica figura dirigenziale riconosciuta nella Lega Nazionale Dilettanti.

Ultima domanda: dove vuole arrivare Francesco Di Nicola?   

Domanda difficile, viviamo il momento e godiamoci questa stagione che sarà molto competitiva e lunga, con l’ambizione e la serenità di aver fatto tutto in maniera professionale.                                               

Colgo l’occasione per ringraziarti per l’intervista e per ringraziare la redazione di Teramodilettanti-Abruzzogol per il prezioso lavoro svolto.

 

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 10/09/2020
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