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GIMMINIANI: il CONTROGUERRRA pronto a fare la 2a Categoria

A cura di Luca Salini

Il Controguerra sta gettando le basi per la nuova stagione. Terza o seconda categoria (in attesa della domanda di ripescaggio e della designazione d’ufficio delle Federazione) per il presidente Gian Pietro Gimminiani non fa alcuna differenza: la squadra sarà di sicuro comunque competitiva.

Presidente Gimminiani, dopo la tempesta ci si avvia ad una nuova normalità. Con quali prospettive il Controguerra si affaccia alla nuova stagione?

Con entusiasmo e con la convinzione che con la giusta umiltà non possiamo che crescere e migliorare.

Quando il campionato è stato sospeso eravate in piena corsa per la promozione diretta in seconda categoria. Davvero un campionato di ottimo livello.

L'ultimo campionato di terza categoria era, rispetto agli anni precedenti, sicuramente più competitivo e questo gli ha dato un notevole interesse. Per noi è stato un crescendo che ci ha permesso di stare sempre nelle prime posizioni fino ad arrivare alle partite importanti in piena corsa per la prima posizione. Tutti sappiamo come è finito, ma sicuramente se il campionato fosse continuato avremmo detto la nostra fino alla fine. La squadra era convinta di potersela giocare con le prime due senza paura.

Avete presentato domanda di ripescaggio in seconda categoria?

Allo stato attuale non sappiamo ancora se la Federazione attiverà per quest'anno le domande di ripescaggio, potendo eventualmente intervenire direttamente se in fase di compilazione dei gironi verranno a mancare delle squadre. Dai miei calcoli, se vorranno tenere i gironi da sedici squadre ne mancano quattro per completare i gironi. Comunque staremo a vedere, noi siamo pronti anche ad affrontare un campionato di seconda.

Intanto si riparte con Mister Marietti, confermatissimo in panchina…

La prima cosa che abbiamo fatto è riconfermare il Mister che ha svolto un ottimo lavoro, mettendo a disposizione di tutti la sua grande esperienza. Il nostro è stato, e sono convinto sarà sempre, un rapporto schietto tra persone perbene in quanto alla base vi è una fiducia reciproca.

Marietti si definisce un Mister “aziendalista”… Condivide?

Venivamo da momenti difficili in cui molti pensavano di mollare non vedendo certezze, invece con l'arrivo di Mister Marietti le cose si sono rimesse presto al loro posto e siamo ripartiti più convinti di prima. Lui è stato bravo a capire le debolezze dei ragazzi e trasformarle in forza per la squadra. In questo senso sicuramente ha svolto un lavoro aziendalista avendoci restituito una squadra che poteva rischiare di perdersi per strada.

Per quanto riguarda il mercato, come intendete muovermi? Avete stabilito delle priorità? Ci anticipa qualche operazione?

Per quanto riguarda il mercato non possiamo ufficializzare ancora niente, ci stiamo muovendo in quanto il Mister ha dato alcune indicazioni. Per adesso è solo un parlare ma speriamo presto di poter annunciare qualche arrivo.

Quali sono i vostri obiettivi per il prossimo campionato?

L'obiettivo dipenderà dalla categoria in quanto, come detto sopra, ci piacerebbe fare la seconda categoria. Se rimarremo in terza è chiaro che punteremo alla vittoria e la nostra squadra è attrezzata in tal senso, se faremo la seconda contiamo di fare bene per cercare di mantenere la categoria.

A suo giudizio come ripartirà il calcio dilettantistico dopo la pandemia?

Spero prima di tutto che la pandemia non riparta, altrimenti quello che sto per dire non avrà senso. Se invece il virus rimarrà sotto controllo penso che dobbiamo, inteso come Federazione, approfittare di questa situazione per fare una vera riforma. Per me la vera riforma dovrebbe essere questa: a) Ridare il premio di preparazione ai puri settori giovanili per i motivi di cui ai punti successivi; b) Ai campionati di serie D ed Eccellenza dovrebbero poter partecipare solo calciatori giovani (oggi per esempio nati dal 1997 al 2002) per dare la possibilità alle società di poter investire soprattutto sui settori giovanili. Le società sarebbero costrette a stringere alleanze con i settori giovanili dei loro territori per prendersi i ragazzi più bravi ridando forza a queste che con i premi incassati potrebbero rimborsare tecnici qualificati e bravi facendo crescere tutto il movimento. Finirebbero quelli che mettono i soldi per far giocare i loro figli e tutti quelli che lucrano sui giovani, finalmente avremmo una meritocrazia in campo e a trarne il vantaggio più grande saranno le società professionistiche e il calcio italiano tutto, oltre alle società di serie D ed Eccellenza che con i soldi incassati dalla vendita di questi calciatori potrebbero andare avanti; c) Nei campionati dalla Promozione (fermo gli under che dovrebbero comunque continuare ad esserci) fino alla Terza categoria potrebbero giocare tutti gli altri e molti di questi sicuramente torneranno a farlo come si faceva una volta per divertimento e non per soldi. E pensate solo al livello che ci sarebbe in questi campionati; d) Mettere mano una volta per sempre al problema dei rimborsi. Oggi le società dilettantistiche falliscono nel 90% dei casi per i rimborsi che rappresentano il 60/70% dei loro bilanci; una cosa fuori da qualsiasi normalità; e) Farei un campionato di Eccellenza di 18 squadre e due gironi di Promozione da 16 squadre e tutti gli altri campionati con gironi da 16 squadre se possibile.

Da Presidente, mancando le sponsorizzazioni delle piccole e medie imprese per ovvi motivi di crisi economica, avete in mente alternative per sopperire alla mancanza di liquidità globale?

Per quanto riguarda gli sponsor, già da due anni abbiamo applicato la regola che chi viene a giocare da noi non prende rimborsi e così sarà anche in futuro, quindi le nostre uniche spese saranno l'allenatore, il custode, l'attrezzatura sportiva e le spese federali. Se tutti nelle categorie più basse facessero così penso che il calcio dilettantistico non temerebbe nessun virus e avrebbe un futuro solido. Non dimentichiamoci mai che il calcio è passione e divertimento.

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 08/07/2020
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