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Abate Sem: "Era giusto iniziare la stagione"

A cura di Luca Salini

Tanti presidenti erano pronti per iniziare il campionato dopo aver adottato tutte le misure necessarie al contenimento del Covid. Sono state investite somme elevate per società che si mantengono con gli sponsor e con gli sforzi economici dei dirigenti. Per questo la decisione della Federazione, che ha disposto la mancata partenza dei campionati di seconda e terza categoria, ha registrato la reazione di alcuni presidenti che non hanno condiviso la scelta. Ecco il pensiero di Abate Sem, presidente del Roseto 1920, società che milita nel campionato di seconda categoria girone D.

Presidente, dopo l’estate abbastanza tranquilla si aspettava lo stop del campionato di seconda categoria prima di iniziare?

Francamente mi aspettavo di iniziare un pò prima visto che sapevamo tutti cosa sarebbe riaccaduto a fine   ottobre o inizio novembre. Conosciamo tutti i tempi dell’influenza.e non capisco perché questa difformità con le altre categorie. Solo la seconda e la terza categoria non hanno iniziato il campionato.

Come vi siete organizzati con la squadra?

Avevo adottato tutte le precauzioni possibili. Spogliatoi separati con l’altra squadra, termometri digitali, due macchine ozonatrici per disinfettare gli ambienti prima e dopo le gare, mascherine ai giocatori, disinfettanti gel per le mani e disinfettanti scarpini e disinfettanti per pulire ambienti alcool, borracce nuove e personalizzate ad ogni atleta, candeggina a gogò, test sierologici comprati per inizio campionato. Poi avremmo continuato facendo a campione 4/5/6 test a settimana. Con orgoglio ed un pizzico di conoscenza sono stato il primo ad utilizzare gli oximetri.e per fortuna non abbiamo registrato contagi.

Qual è la vostra posizione in merito allo stop? Tante società lamentano il fatto di aver speso inutilmente soldi per mettersi in regola con le normative anti Covid…

Ci tengo ad evidenziare che la salute viene prima di tutto. Nello stesso tempo penso che anche noi avremmo voluto iniziare in sicurezza visti i costi sostenuti e le procedure applicate per più di due mesi. Nel nostro caso vanno aggiunte anche le spese di manutenzione campi e custode affrontati insieme alla Rosetana visto che il comune non può più farsene carico.

C’è invece chi ritiene giusto che il campionato non è iniziato nonostante le pressioni della società sulla Federazione.

Senza voler offendere nessuno, la domanda andrebbe ribaltata. Alcune società hanno fatto pressione per non giocare a mezzo lettere. Noi non siamo stati ascoltati, ci siamo organizzati formando un gruppo di una decina di società che avrebbero voluto giocare inviando a nostra volta una lettera e manifestando il nostro pensiero (visto che nessuno ci aveva calcolato). Va detto che avremmo voluto giocare almeno le prime due domeniche, anzi tre se fossimo partiti con la prima categoria. Ci basiamo sul principio che le altre categorie stessero giocando, mentre noi no. Sia chiaro: non eravamo degli sprovveduti nè degli untori, infatti sapevamo che sarebbe peggiorata la situazione da lì a breve e ci saremmo comunque fermati. Ma non partire dopo quanto adottato ci ha fatto male.

A tuo giudizio quando si potrà iniziare il campionato in sicurezza?

Ogni giorno che passa la vedo sempre più dura. Andrà sfruttato il periodo primaverile ed estivo in quanto il virus si affievolisce, come da esperienza passata

Per sopravvivere a questa crisi le società di calcio hanno bisogno di aiuti economici e di sostegno da parte delle Istituzioni. Quali potrebbero essere secondo lei le misure per “salvare” il calcio dilettantistico?

Credo che sarà veramente difficile riuscire a galleggiare dopo la crisi. I ristori sono solo briciole e nemmeno arrivano. C’è la solita burocrazia, quindi inutile anche chiedere visto che quando lo abbiamo fatto ad oggi non è arrivato nulla. Per alcuni anni ci vorrebbero più incentivi visto che non potremo  più contare sui piccoli sponsor falcidiati dalla crisi attuale.

Avevate allestito una rosa competitiva per questo campionato. Puntate alla promozione?

Io credo di avere, come tutti i miei colleghi e amici presidenti, una buona squadra ma bisogna sempre fare i conti con il campo e gli avversari, e da oggi con Covid e fortuna. Perché con gironi così (giustamente) piccoli se sbagli uno o due gare sei subito fuori e non recuperi.

Cosa pensa del calcio senza pubblico?

E’ come mangiare una minestra fredda perché ti manca il calore di quelle persone che criticando aiutano anche a farti crescere. Spero che presto si possa tonare al calcio che noi tutti amiamo.

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 01/12/2020
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