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DI GIANDOMENICO: come far ripartire il calcio dei dilettanti

A cura di Luca Salini

Il campionato è fermo ma il movimento del calcio dilettantistico è in fermento e si interroga su quando poter ripartire e sulle misure da adottare per far sopravvivere le società nonostante la grave crisi economica. Abbiamo sentito il Direttore Sportivo del Torricella Giorgio Di Giandomenico.

Direttore, come state vivendo la sospensione del campionato di prima categoria?

La sto vivendo come tutte le persone che s impegnano in queste categorie, dando tutto per far vivere queste realtà; quindi con la sospensione è come se manca una parte di te.

Avete interrotto gli allenamenti individuali?

Dal giorno successivo alla vittoria di Nepezzano non ci siamo più allenati a causa, inizialmente, della non chiarezza dei provvedimenti, e, poi del blocco delle attività.

Qual è la vostra posizione in merito allo stop? Tante società lamentano il fatto di aver speso soldi per mettersi in regola con le normative anti Covid…

La LND prima ha fatto dei protocolli per poter ripartire, facendo spendere dei soldi a noi piccole società che già dobbiamo fare i conti con casse misere. Poi vista la ripresa forte dei contagi è stato bloccato tutto dalla mattina alla sera e, cosa ancora più grave, senza l’indicazione di una data precisa in cui ripartire. Della seconda ondata tutti sapevano ma nessuno ha fatto nulla.

A tuo giudizio quando si potrà riprendere il campionato in sicurezza?

Secondo me da gennaio potremmo riprendere ad allenarci per far ripartire i campionati a febbraio.

Per sopravvivere a questa crisi le società di calcio hanno bisogno di aiuti economici e di sostegno da parte delle Istituzioni. Ieri il Ministro dello Sport Spadafora ha annunciato sostegni economici per lo sport dilettantistico. Sarà sufficiente per la sopravvivenza delle società?

Per poter ripartire le società hanno bisogno di date, di protocolli seri e di aiuti economici, che devono essere elargiti in base a categorie e settori giovanili. La mia preoccupazione è che molte società possono sparire, noi dilettanti siamo il vero fulcro del calcio e con quei pochi spicci non si riescono a salvare molte società perché molti sponsor andranno persi a causa delle scelte sbagliate del governo.

Quali potrebbero essere secondo te le misure per “salvare” il calcio dilettantistico?

Per salvare il calcio dilettantistico abbiamo bisogno di certezze. Io spero che i professionisti ascoltino l'appello fatto da Adani in televisione, che ha invitato a devolvere il 5% del loro stipendio per aiutare ii dilettanti. La percentuale non è alta ma noi siamo il vero movimento calcistico e se spariscono le società tutto il movimento ne risente. In più la Lega, tramite il Ministro, dovrebbe togliere, per un paio di anni, iscrizioni e assicurazioni e farsene carico, ma anche incentivare le società che investono sui giovani con un premio di valorizzazione anche per le categoria minori. A mio avviso per lo stesso periodo andrebbe sospesa la regola dei fuoriquota che non aiutano ad investire sui giovani ma fanno crescere solo le casse dei grossi settori giovanili che obbligano le piccole società a pagare i prestiti. Il nostro movimento fattura molti soldi con abbigliamento ed altro ogni anno basta vedere numeri iscritti noi e professionisti.

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 11/11/2020
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