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Raffaella IULIANO: "Auspico sinergia tra Campania e Abruzzo"

A cura di Luca Salini

Spesso in televisione assistiamo a trasmissioni dominate dalla presenza di giornalisti faziosi che si azzuffano e non riescono ad essere obiettivi. Al contrario Raffaella Iuliano, pur avendo sempre dichiarato il tifo per il Napoli, rappresenta un esempio di giornalista equilibrata e pacata, che esprime il suo pensiero in modo diretto e schietto ma sempre con garbo e con rispetto verso gli interlocutori.

Abbiamo intervistato la giornalista partenopea Raffaella Iuliano, figlia del compianto Carlo, storico capo ufficio stampa del Napoli.

Dottoressa Iuliano, innanzitutto la ringraziamo per la disponibilità e per la cortesia. La sua valutazione sulla decisione del Giudice Sportivo che ha dato la vittoria alla Juve per 3 a 0 a tavolino e un punto di penalizzazione al Napoli per il match contro la Juve?

È una decisione che non mi sorprende molto, se si considera che il giudice sportivo ha una competenza limitata al suo ambito, quello appunto della giustizia sportiva. Il problema, piuttosto, si pone se si considera che si è venuto a creare un conflitto di giurisdizione per il quale, alla luce di ciò che è successo, bisognerebbe arrivare a una regolamentazione più precisa.

Da dove nasce la sua passione per il calcio al punto da diventare affermata giornalista sportiva?

Ho avuto la fortuna, grazie a mio padre, di crescere nell'ambiente calcistico, e questo mi ha trasmesso inevitabilmente la passione per questo sport. Le mie domeniche in famiglia erano scandite dal suono del fischio d'inizio delle partite, le mie vacanze estive cominciavano con il ritiro precampionato del Napoli. Ho trascorso un'infanzia anomala, ma bellissima.

Nonostante la sua giovane età, vanta già una notevole esperienza nel mondo del giornalismo. E’ anche conduttrice della seguitissima trasmissione Spakkanapoli…

SpaKKaNapoli è una mia scommessa personale, una trasmissione che ho ideato, prodotto e condotto con l'obiettivo principale di raccontare un lato diverso di Napoli e della Campania, tutto il buono e il bello che merita di essere conosciuto e divulgato. Una risposta a tutti coloro che, per ignoranza o pigrizia, limitano la conoscenza della cultura partenopea agli stereotipi visti e rivisti, spesso espressione di luoghi comuni che non corrispondono alla vera essenza della napoletanità.

Suo padre, Carlo Iuliano, nel lontano 1967 ebbe l’idea di istituire per la prima volta a Napoli l’ufficio stampa per le società di calcio. Un ricordo del suo caro papà?

Difficile concentrare in poche parole ciò che mio padre rappresenta per me. Posso dire che tutto ciò che sono, lo devo a lui. Che sono sempre stata orgogliosa di essere sua figlia, e che nel mio piccolo cerco di seguire i suoi insegnamenti, in particolare il rispetto, la concretezza, la discrezione. Questa è la pgina celebrativa in sua memoria https://www.facebook.com/carlo.iuliano.page/

Lei ha conosciuto personalmente Diego Armando Maradona, che con suo padre aveva instaurato un rapporto speciale.

Sì, ho avuto la fortuna di conoscere bene Diego, che per me resta una persona di famiglia. Lui vedeva in mio padre un punto di riferimento, soprattutto nei momenti di difficoltà, e non ha mai dimenticato questa amicizia speciale. Ancora oggi, spesso, ricorda mio padre attraverso i suoi canali social, e questo non può che rendermi orgogliosa. Gli auguro tutto il bene possibile perché, a prescindere dal genio calcistico, è davvero una delle persone più generose che abbia mai conosciuto.

Parliamo del Napoli di oggi. A sui giudizio cosa manca al Napoli di Gattuso per il definitivo salto di qualità?

Se le vicende calcistiche non fossero disturbate dai problemi connessi al Covid sono certa che questo Napoli potrebbe aspirare alle prime posizioni della classifica, senza alcun dubbio. Quest'anno la squadra di Gattuso è più completa, non posso lamentarmi relativamente al mercato poiché sono stati fatti acquisti intelligenti e di prospettiva. Uno su tutti, Victor Osimhen, che promette di diventare un campione. Resto molto fiduciosa, anche se questo sarà un campionato particolare.

A suo giudizio qual è la squadra favorita per la vittoria del campionato?

Credo che la lotta si concentri principalmente tra Juventus e Inter, ma subito dopo vedo Napoli e Atalanta tra le possibili outsider.

Il Napoli ha svolto la preparazione pre campionato nel nostro Abruzzo, a Castel di Sangro. Un bilancio molto positivo sia per il calore dei tifosi che per tutto il territorio.

La scelta di Castel di Sangro come sede del ritiro è stata la soluzione ideale per il Napoli. Tradizione vuole che le squadre organizzino la preparazione atletica precampionato tra le Alpi e le Dolomiti, ma spesso dimentichiamo che abbiamo dietro l'angolo splendide località che non hanno nulla da invidiare al Trentino. Mi auguro che sia solo l'inizio di una sinergia a lungo termine tra Campania e Abruzzo.

Le piace l’Abruzzo?

Certo, impossibile non apprezzarlo! È una delle poche regioni italiane che concentra in sé la freschezza dell'aria di montagna con le splendide località di mare, la storia e la gastronomia d'eccellenza. Non a caso è una delle mete prescelte dai napoletani da sempre.

Noi ci occupiamo di calcio dilettantistico abruzzese. Lei segue lo sport dilettantistico?

Certo, la conoscenza del calcio dilettantistico è imprescindibile per qualsiasi appassionato di questa materia. In quest'ambito si formano i calciatori del futuro e si possono intravedere i nuovi talenti. E ritengo che debba partire soprattutto dal calcio dilettantistico la trasmissione dei valori del fair play che restano alla base di ogni sport.

Dottoressa, allora ci vediamo il prossimo anno a Castel di Sangro…
Lo spero! Un caro saluto a tutti i lettori.

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 19/10/2020
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