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Lettera commovente dela CURVA INFUOCATA a Valerio...

Pubblichiamo integralmente il toccante ricordo della CURVA INFUOCATA CELLINO al giovane Valerio D'Agostino, prematuramente scomparso due giorni fa a causa di una terribile malattia.

"Settembre 2011, eravamo lì, in terza categoria; la nostra posizione era sempre nelle ultime della classifica, ma ai nostri occhi era sempre la prima della classe. Quando salivamo quei 4 gradoni mezzi rotti era come entrare in uno stadio vero.

Un giorno, guardandoci in faccia, io, tu, Matteo e Ilario ci siamo detti: "perché la domenica non organizziamo un po' di tifo?" Scoppiammo in una risata..Alla fine la domenica successiva eravamo lì.

Con le nostre prime bandiere realizzate dalle nostre mamme,le nostre nonne e le nostre zie..bandiere bellissime, bandiere che abbiamo sventolato con tutto l'amore del nostro cuore.

Da lì iniziammo a coinvolgere molti ragazzi che fino a quel momento erano solo dei conoscenti.. Ogni domenica era sempre una festa, si era creato con il tempo un legame fantastico, quasi familiare.

Un domenica come tante altre, nel bel mezzo del tifo, con un fumogeno prese fuoco il pezzetto di terra davanti ai gradoni che nel frattempo era diventato un bagno pubblico. Buttammo tanta di quella birra per spegnerlo che quasi ce ne pentimmo.

Da lì nacque il nome della nostra piccola curva di tifosi: LA CURVA INFUOCATA.

Dopo alcuni anni salimmo di categoria, per noi era come essere andati in serie A. Ci sentivamo una curva di seria A.

Intanto i nostri rapporti si facevano più frequenti, anche durante la settimana.

Ci vedevamo x fare le nostre "riunioni". Luogo di incontro, IL BAR... Già sapevamo come sarebbe andata a finire la serata, ma provavamo a partire con le migliori intenzioni. "STASERA NON BEVIAMO, DOBBIAMO FARE LO STRISCIONE" ....morale della favola, striscione parcheggiato in macchina e serata conclusa con qualcuno che vomitava.

Dopo una bellissima stagione calcistica ci ritrovammo a fare i playoff...CAZZO i playoff..che emozione.

Sentimmo una grande responsabilità verso la nostra squadra, meritava una tifoseria all'altezza. Invitammo e coinvolgemmo tutti, compresi mamme, figli, nonne e anche bisnonne. Si giocava fuori paese e tu avesti l'idea di organizzare un pullman, e noialtri, solo all'idea, ci facemmo delle grosse risate. Alla fine, con la tua caparbietà, 50 persone salirono su quel pullman. Fu una delle giornate più belle della nostra vita.. Una giornata di tifo veramente da serie A.

E nel bel mezzo della partita, quando cantavano 50 persone, che per noi era come essere a san Siro, ci siamo detti: che cazzo di spettacolo. E avevamo le lacrime agli occhi. Che cazzo di spettacolo, si... Con gli anni il nostro legame era sempre più forte.

Nel frattempo si aggiunsero anche ragazze e signore che venivano rimproverate dai propri mariti o conoscenti per la troppa foga e noi li che ci ridevano su.

Gli anni passavano. Tra emozioni e delusioni eravamo sempre fianco a fianco, birra dopo birra, cene dopo cene, "riunioni dopo riunioni". La nostra non era più una curva, ma una famiglia..

Ma come nelle migliori famiglie si creavano anche alcune liti, che erano interminabili: discutevamo di mille discorsi diversi che poi alla fine non sapevamo nemmeno di cosa stavamo parlando, ma alla fine Monia sdrammattizzava sempre dicendoci: Ma fatevi un bicchiere!

E da lì finiva tutto, e come sempre eri tu a versare birra ai nostri bicchieri ..Gianni, Matteo, Mattia, Luca, Monia C., Ricciardi, Tapi', Melino, Giuseppe, Romolo, Pannelli, Berardinelli, Alessia, Davide, Stefano, Mauro e tutti gli altri, la nostra seconda famiglia..

Ma non tutte le storie hanno un lieto fine, e la nostra è finita adesso. TU non ci sei più, un male terribile ti ha portato lontano fisicamente da noi. Un male che hai combattuto guardandolo in faccia come se stessi affrontando una corsa. Come un CAVALLO, soprannome che Melone in una delle nostre serate intense ma moderate al bar, alquanto brilli, tirò fuori dal cilindro... quanto ci mancheranno quelle serate.....

Il nostro non è un saluto o un addio,no. Il nostro è uno dei tanti ricordi che porteremo sempre nella mente e nel cuore.

Quel cuore che ogni domenica sa che tu sei li con noi e ci sarai sempre..PER SEMPRE. La morte è una sorpresa che rende inconcepibile il concepibile.

Ma chi ti ha vissuto affronterà le giornate, e noi soprattutto quei 4 gradoni, con il tuo ricordo che in noi vivrà PER SEMPRE..."

 

SENZA IL CAVALLO IO NN MI SBALLO

O.. OO...OO..OOOO

 

La tua seconda famiglia,

 

LA CURVA INFUOCATA

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 01/04/2020
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