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Lettera aperta di Lucio De Iuliis

Pubblichiamo integralmente la lettera, giunta alla nostra Redazione dal Consigliere reg.le AIAC Lucio De Iuliis:

"Ringrazio Teramo dilettanti per la possibilità di precisare che ciò che è stato detto da me Lucio De Iuliis durante la trasmissione Goleada del 31/10/2019 che ha mosso tanto clamore per delle situazioni che da anni attanagliano il movimento calcistico regionale ma soprattutto provinciale. Quelle parole sono state proferite da me come privato cittadino e non in veste di delegato nazionale Aiac.

Tengo però a precisare che la situazione è nota a tutti ma che tutti tacciono, motivo per cui, essendo anche un allenatore, non arretro su quanto detto bensì sento la responsabilità di  denunciare ad alta voce il degrado in cui si sta portando il calcio.

In primis desidero appellarmi ai genitori, che pagano anche somme considerevoli, affinchè pretendano che i propri figli vengano allenati da professionisti formati e abilitati e non da ragazzi tesserati presso altre società che si improvvisano istruttori senza avere titolo né preparazione.

Segnalo che in questi giorni si vuol far passare per accettabile che ragazzi che frequentano l'Isef facciano tirocinio presso società di calcio.

Se qualcuno si sente chiamato in causa dopo che queste situazioni vengono portate alla luce posso solo dire che è il risultato che intendevo ottenere; purtroppo sono rammaricato del fatto che mentre in questi giorni invocavo con messaggi registrati l'intervento degli organi competenti, per gli Allenatori l'AIAC, per gli Arbitri l'AIA, per i Calciatori l'AIC qualcuno ha confuso o cerca di confondere gli altri su chi debba effettivamente intervenire sul punto.

Preciso che non è assolutamente nelle mie intenzioni incrinare il rapporto tra AIAC e AIC visto che nell'ultima elezione del presidente federale FIGC Gravina siamo stati sullo stesso tavolo.

È importante però  non continuare a far finta di niente, il problema esiste e va risolto, ne va della salute di questo sport.

Mi aspetto e spero che chi ricopre cariche negli organi competenti voglia accettare confronti e affronti.

Mi auguro che nessuno pensi che io possa aver voluto o potuto incrinare il rapporto tra Aiac e Aic approfittando del fatto che il giorno della trasmissione 31/10/2019 il presidente regionale Aiac era purtroppo ricoverato in ospedale mentre non era stato possibile informare il presidente  provinciale dell'argomento discusso in trasmissione.

A tal proposito da questa sera sono disposto a discutere la mia posizione.

Sottolineo di aver sempre ricoperto il mio ruolo in modo corretto e professionale, offrendo la piena disponibilità a supportare gli allenatori nella risoluzione di ogni problema, anche al di fuori delle mie spettanze; tuttavia quando vengono commesse  irregolarità e dunque nel pieno torto si cerca sempre di scavalcare attivandosi presso organi superiori e riportando errate versioni dei fatti (è stato detto da alcuni che li avrei minacciati con squalifiche, multe ecc.).

Voglio chiarire ancora una volta  definitivamente e a scanso di equivoci che tali provvedimenti non sono di mia competenza e non ho in alcun modo il potere di renderli operativi ma solo di segnalare le irregolarità; è naturale che a mio avviso il patentino di allenatori che fanno da prestanome andrebbe come minimo revocato: spero di incontrare il placet di tutti dicendo che con questo modo di fare si getta cattiva luce sull'intero movimento Aiac ed esprimo ancora una volta tutto il mio dissenso per un comportamento che arreca anche un danno economico al movimento per mancate associazioni nonché agli allenatori regolarmente iscritti che hanno lavorato sodo per entrare in possesso di tutti i requisiti.

Considero necessario poter palesare liberamente tutto il mio rammarico per situazioni siffatte ed è altrettanto necessario denunciarle a gran voce.

Esistono delle regole e vanno rispettate e fatte rispettare".

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 13/11/2019
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