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2a C - Intervista al dirigente della VALLE DEL FINO Gianni DI BATTISTA

A cura di Luca Salini

Questa settimana diamo voce e spazio ad uno storico dirigente, sempre al centro dei progetti sportivi del territorio e molto stimato anche al di fuori della Vallata del Fino. Parliamo di Gianni Di Battista, attualmente dirigente della Valle Del Fino, società nata dalla fusione di Castiglione Valfino, United Piane e Villa Bozza Montefino, che milita nel girone C del campionato di seconda categoria.

Direttore Di Battista, la Valle Del Fino ha intrapreso il campionato con un progetto di fusione concretizzato. Ce lo descrivi nel dettaglio?

La fusione è nata in poco tempo come un fulmine a ciel sereno. Dopo due retrocessioni consecutive come società Castiglione Valfino ci siamo trovati di fronte a serie difficoltà economiche ma anche ad una situazione di scarsa motivazione dei giocatori, molti dei quali propensi ad andare via. Avevamo perfezionato l’iscrizione con gli amici dello United Piane. Anche il Villa Bizza Montefino si trovava in una situazione particolare dopo la salvezza raggiunta lo scorso anno in prima categoria, con una rosa caratterizzata quasi interamente da giocatori provenienti da fuori Vallata. Così abbiamo deciso di unire le forze, di ripartire dalla seconda categoria con una base di ragazzi locali. Giochiamo a Montefino in quanto al campo di Castiglione stanno realizzando i lavori per il sintetico. Devo dire che abbiamo trovato l’accordo velocemente, abbiamo formato una compagine di 22 soci e siamo soddisfatti del progetto portato a termine.

Abbiamo scelto di fare la seconda categoria e non la prima, come avremmo potuto in quanto il Villa Bozza militava nel campionato di prima categoria, per condurre un campionato di vertice e, quindi, per restituire entusiasmo all’ambiente.
Cosa vi ha spinto a pervenire alla fusione?

Il Castiglione Valfino era rimasto con pochi dirigenti così come il Villa Bozza Montefino. I giocatori erano scoraggiati e per il Villa Bozza era difficile riconfermare i ragazzi che venivano da fuori zona. Abbiamo fatto di necessità virtù. Ad ogni modo si tratta di un progetto realizzato in fretta ma lungimirante: l’idea non è di vincere subito, l’ambizione è di dare spazio il più possibile ai ragazzi che provengono dal settore giovanile, diluendo gli sforzi il più possibile tra tanti dirigenti, che devono essere di supporto alla squadra. La Valle Del Fino non nasce per far divertire il Presidente e i Dirigenti come spesso accade nelle realtà dei paesi: sono i dirigenti a mettersi a disposizione per far divertire i ragazzi.


Un giudizio sul vostro percorso delle prime giornate, alla luce anche delle scelte fatte in estate?

L’inizio campionato per noi era una incognita in quanto la seconda categoria rappresentava una nuova esperienza dopo tanti anni. Abbiamo incontrato le squadre forse meglio attrezzate, ossia Cellino, Bellante e Guardia Vomano. Hanno confermato i pronostici ma nelle partite contro di noi mi hanno impressionato maggiormente Cellino e Guardia Vomano.

 
Direttore, siete considerati tra i favoriti per la vittoria finale. Quale obiettivo vi siete prefissati in termini di risultati?

Per il momento siamo imbattuti: dopo le prime due vittorie iniziali sono arrivati due pareggi e la vittoria di domenica scorsa contro il Gagarin. E’ ancora presto per parlare di obiettivo finale. Se dopo i due derby della prima settimana di dicembre saremo ancora davanti, allora ce la possiamo giocare ma senza pressioni. Preciso che il nostro obiettivo non è vincere, anzi paradossalmente la vittoria del campionato potrebbe essere un problema perché alcuni ragazzi in prima potrebbero non giocare e ci troveremo di fronte a situazioni già vissute. 


A tuo avviso qual è la squadra favorita per la promozione diretta? E le favorite per i play-off?

Come ho detto sopra le tre favorite sono Cellino, Bellante e Guardia Vomano, con cui abbiamo già giocato. Forse Cellino e Guardia Vomano sono le più attrezzate anche alla luce delle prestazioni offerte contro di noi. Aggiungerei anche Arsita e Bisenti, che negli undici sono squadre forti anche se non dispongono di una rosa profonda. Ma se non avranno infortuni e sfortuna, possono giocarsela fino alla fine.


Vogliamo parlare della Juniores?

Si tratta di una squadra rimasta decimata con 13-14 elementi. Lunedì abbiamo conseguito la prima vittoria dopo 3 partite. Si tratta di un campionato un po' anomalo in quanto composto da sole 8 squadre. Il nostro obiettivo è di inserire gradualmente i ragazzi più meritevoli nella prima squadra, così come già avvenuto con Sigismondo, che domenica ha segnato il suo primo gol con i “grandi”, e De Sanctis, un ragazzo del 2002 che ha già realizzato una doppietta con la prima squadra.


Da dirigente esperto ti chiedo perché a tuo avviso il progetto di squadra unica di Vallata non ha funzionato.

Il progetto non ha funzionato a livello di prima squadra in quanto le forze centrifughe hanno avuto il sopravvento. E’ impossibile o impensabile lasciare 5 paesi senza una squadra locale. Avevamo previsto che potessero ricostituirsi le squadre nei singoli paesi, ma non che esse potessero nascere contro la Valfino e non come supporto. Basti pensare che le squadre locali chiedevano la nostra collaborazione solo per avere gratis i giocatori di nostra proprietà che uscivano dalla juniores. A mio avviso si poteva e doveva creare un consorzio tra la squadra di Vallata e le squadre locali per gestire il tutto: così la squadra principale della Vallata avrebbe avuto un senso.

Nell’ambito del settore giovanile il progetto ha funzionato ed è passato il messaggio della squadra unica, anche se lo scorso anno si è registrata una scissione a livello di scuola calcio. Nel corso degli anni, tra alti e bassi, sono stati raggiunti risultati importanti e contiamo di tornare ai fasti del passato, nonostante le nascite di bambini maschi in Vallata siano diminuite.

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 06/11/2019
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