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L'INTERVISTA: mister ITALIANI ci racconta il suo CALCIO ATRI

Intervista ad Umberto Italiani, allenatore del CALCIO ATRI a cura di Luca Salini

Proseguiamo il nostro percorso alla scoperta dei protagonisti del calcio dilettantistico. Questa volta ci soffermiamo su una realtà calcistica blasonata che sta gettando le basi per un futuro foriero di successi; e su un giovane Mister, ex giocatore di ottimo livello, che ha già ottenuto risultati importanti nella finora breve carriera da allenatore. Parliamo del Calcio Atri, compagine che milita nel campionato di prima categoria girone D, e dell’Avvocato Umberto Italiani, allenatore del Calcio Atri.

Mister Italiani, innanzitutto vuole presentarsi ai lettori? Chi è Umberto Italiani?

Il mio legame con lo sport è indissolubile. Il percorso come giocatore nasce ad Atri: qui ho fatto tutta la trafila dalla scuola calcio fino alla prima squadra. Nel 1992 ho esordito nel campionato di Eccellenza con l’Atri, e fino al 2004 ho sempre giocato per la squadra atriana con importanti successi, tra cui la vittoria del campionato di prima categoria e del campionato di promozione. Dal 2004 ho giocato in diverse squadre, tra cui a Cologna Paese (vittoria del campionato di promozione) ed a Scerne di Pineto (vittoria del campionato di prima categoria). Ho chiuso la carriera da calciatore nel 2015 con la BDR con cui abbiamo vinto i playoff di seconda categoria. Poi ho iniziato a fare l’allenatore anche se negli anni passati avevo già guidato i ragazzi della scuola calcio, facendo tutta la trafila. Sono stato collaboratore di Iervese negli allievi nazionali, inoltre ho allenato la rappresentativa Juniores con Gelsi e Dragone, raggiungendo la semifinale del torneo delle Regioni contro il Lazio. In seguito sono tornato ad Atri ed ho intrapreso il ruolo di allenatore con il Calcio Atri. Dicevo che lo sport rappresenta una componente fondamentale della mia vita: ho conseguito il master in Economia dello Sport, ho avuto il dottorato di ricerca all’Università di Teramo sempre in ambito sportivo, mi sono abilitato come direttore sportivo professionista a Coverciano, mi è stata assegnata la cattedra di diritto del lavoro sportivo all’Università di Teramo. Inoltre sono stato per otto anni assessore allo sport del Comune di Atri.

Mister Italiani la vittoria esterna contro la retrocessa Alba Tortoreto ha consolidato il Calcio Atri nelle posizioni di vertice. Vogliamo fare un bilancio del vostro campionato a novanta minuti dal termine della regular season?

L’obiettivo stagionale era di replicare o migliorare l’annata precedente, dove non abbiam disputato i playoff per un solo punto. Avevamo allestito una rosa valida tecnicamente e meno forte da un punto di vista agonistico: l’ideale per il girone pescarese. Invece siamo stati inseriti nel girone teramano, molto equilibrato e caratterizzato da compagini molto attrezzate da un punto di vista agonistico.

Dopo le prime nove giornate eravamo primi in classifica, poi ci sono state importanti defezioni che hanno rotto l’equilibrio. A mio avviso per costruire una squadra vincente sono necessarie un paio di stagioni al fine di creare la mentalità capace di portare a risultati importanti; non basta avere un organico forte ma bisogna scegliere uomini e calciatori di elevato spessore morale che guidino i ragazzi e sposino a pieno i valori societari. Ad ogni modo il bilancio di questa stagione è sufficientemente positivo. Potevamo dare e fare qualcosa in più ma l’annata ha rispecchiato i valori in campo: non ho nulla da rimproverare ai ragazzi.

In queste ultime giornate ha fatto esordire in prima squadra diversi ragazzi provenienti dal settore giovanile. Davvero un esempio da seguire.

Sottolineo che i ragazzi hanno esordito non solo nelle ultime giornate ma fin dall’inizio. Questo era uno degli obiettivi della società ed ora giocano con continuità tanti ragazzi che si sono distinti nelle loro categorie di appartenenza, allievi e juniores. Il settore giovanile rappresenta il fiore all’occhiello della società e da inizio stagione sono stati aggregati alla prima squadra addirittura 7 ragazzi del 2000 su una rosa di 18 giocatori. Mi preme evidenziare che nella partita casalinga con il Silvi abbiamo giocato con 5 ragazzi del 2000: si trattava di una partita fondamentale per la zona playoff.

Mister, il Calcio Atri è una società blasonata. Avete rimpianti per eventuali occasioni sprecate durante la stagione?

Sicuramente abbiamo rimpianti perché ci sono stati momenti in cui potevamo dare di più sotto tutti i punti di vista. In considerazione del valore degli avversari e dell’andamento del campionato registriamo dei punti persi per strada, soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio, che potevano senza dubbio rafforzare la nostra posizione in ottica playoff.

A suo giudizio come si concluderà l’avvincente lotta al vertice che vede tre squadre in testa alla classifica?  

Alla luce dello scontro diretto finale tra Giulianova e Villa Mattoni, vedo favorito il Miano per la promozione diretta. Ad ogni modo si tratta di squadre forti ma estremamente diverse. Personalmente come filosofia di gioco mi trovo più vicino al Villa Mattoni: tuttavia Miano e Giulianova come organico ed organizzazione non hanno nulla da invidiare al Villa Mattoni.

La regular season volge al termine. Le chiedo la squadra che l’ha delusa, la squadra sorpresa-rivelazione e il giocatore che l’ha impressionata maggiormente.

Forse meritava una posizione di classifica migliore il Torricella, tenendo conto dell’organizzazione e della rosa. La squadra rivelazione a mio avviso è il Miano che mi aspettavo ai vertici ma non che potesse giocarsi fino in fondo il campionato. Come giocatore faccio i complimenti a Luigi Collevecchio, a cui mi legano stima ed affetto, per l’annata strepitosa che ha disputato.

Vogliamo parlare del suo credo calcistico? Preferisce un calcio offensivo oppure più attendista?

Prediligo giocare un calcio propositivo basato su corsa in avanti, verticalizzazioni e gioco offensivo. Preferisco fare la partita pensando alla mia squadra, senza giocare in base agli avversari. Mi piace sviluppare la filosofia calcistica che mira a proporre e non a subire, ovviamente con il giusto equilibrio. A prescindere da qualsiasi fede calcistica, come ho avuto la fortuna di imparare dai miei allenatori tra cui Valbruni e Calisti, per ottenere risultati c’è bisogno prima di uomini e poi di calciatori.

Mister per la prossima stagione lei sarà ancora allenatore del Calcio Atri?

Ad oggi non abbiamo ancora parlato di futuro. Nei prossimi giorni ci riuniremo per verificare la programmazione per la prossima stagione.

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 06/05/2019
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