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Intervista alla nota giornalista Mila Cantagallo a cura di Luca Salini

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Devo ammettere che intervistare Mila Cantagallo ha suscitato grande emozione in virtù della forte e intensa amicizia che ci lega, basata sempre sulla condivisione di eventi indimenticabili e sulla fiducia reciproca. E’ impossibile non apprezzare i modi garbati ed eleganti di Mila, una persona perbene, una giornalista competente e di bella presenza, una donna esemplare e solare. Parliamo di una giornalista sportiva, esperta di calcio, che ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui spicca il Premio Prisco 2018, ritirato da Mila Cantagallo a maggio 2018, che ha visto tra i vincitori anche il Presidente del CONI Malagò. Laureata in lingue e con un master in marketing management, da oltre un anno la Cantagallo conduce su Rete8 la trasmissione “Cuccioli e Campioni”, in onda tutti i venerdì alle ore 21.00.

Da dove nasce la tua passione per il calcio?

Nasce da bambina quando mio padre mi portava allo stadio a vedere le partite del Pescara. Mi piaceva il clima attorno al campo, ero attratta dal contorno dello stadio, dalla gente che si emozionava durante la partita. Poi mi sono appassionata al calcio grazie ai giocatori del Pescara di allora, i vari Nobili, Zucchini, Repetto, Rosati. Era un Pescara che attraeva la gente e otteneva grandi risultati. Anche nella mia famiglia di parlava molto di calcio e posso dire di essere cresciuta in un ambiente a vocazione biancazzurra… Mio padre era un grande tifoso del Pescara, era una persona seria e pacata anche se allo stadio si accalorava abbastanza nel seguire le partite della squadra del cuore; spesso anche mia madre lo accompagnava allo stadio. Insomma a casa il calcio era un argomento molto sentito.

Da sempre sei impegnata nella conduzione di trasmissioni sportive su Rete8. Ormai rappresenti un volto noto nel panorama sportivo regionale e non solo.

 Svolgo questo lavoro da molto tempo ma da alcuni anni, per mia scelta personale, conduco solo trasmissioni sportive in quanto ciò mi permette di conciliare l’attività giornalistica con la professione di insegnante. Collaboro anche con il quotidiano “Il Messaggero” e mi occupo non solo di sport ma anche di attualità e della cura di alcune rubriche. Inoltre mi capita spesso di moderare dibattiti, di presentare eventi e manifestazioni di cultura, sport e spettacolo. Nei giorni scorsi ho avuto l’onore di moderare presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso un interessante convegno a cui ha partecipato come relatore l’astronauta Paolo Nespoli. Inoltre sono addetto stampa del prestigioso Club delle Donne Biancazzurre.

Attualmente conduci la trasmissione “Cuccioli e Campioni”. Ci illustri il format e gli obiettivi?

Sono molto soddisfatta della trasmissione in quanto nasce da una mia proposta e da una mia idea, subito approvata da Rete8 e dal Pescara Calcio. La trasmissione è partita da zero e con il tempo ci siamo costruiti il nostro pubblico ed il nostro spazio. Ora la trasmissione è molto seguita e ha raggiunto un successo forse inaspettato all’inizio. Il programma è nato con lo scopo di far vedere e conoscere i giocatori del Pescara, che vengono in trasmissione e parlano della squadra e del campo in una veste diversa rispetto alle tradizionali interviste o apparizioni televisive. Inoltre era nostra intenzione coinvolgere l’universo del calcio giovanile, a cui solitamente viene dato poco spazio, per creare un confronto con i calciatori professionisti, già protagonisti di una importante carriera. Si registra un interscambio di esperienze: i ragazzi chiedono consigli ai giocatori professionisti, che raccontano fatti ed aneddoti in una veste originale. Credo sia importante evidenziare la funzione del calcio giovanile: i bambini ed i ragazzi fanno sacrifici enormi per andare al campo, cercano di organizzarsi anche tenendo conto degli impegni scolastici. Per cui è giusto dare spazio al calcio giovanile. La trasmissione è apprezzata dai tifosi, dalle mamme, dai nonni, dai telespettatori che normalmente non si soffermano a guardare programmi televisivi in cui si parla di calcio. Si tratta di un pubblico eterogeneo e in parte nuovo, che guarda la trasmissione perché vi partecipano i figli ed i nipoti, e che solitamente non parla di calcio. Mi preme mettere in evidenza un aspetto ulteriore: ogni puntata di “Cuccioli e Campioni” non è mai uguale alla precedente in quanto vi partecipano ragazzi di fasce di età diverse, i quali pongono domande ai giocatori e fanno interventi in base al loro stato anagrafico. Quando partecipano i bambini più piccoli vengono fuori puntate davvero divertenti e coinvolgenti.

I dati auditel testimoniano il grande successo della trasmissione.

Per quanto riguarda la stagione appena iniziata non siamo ancora in possesso dei dati auditel, ma posso dire che i riscontri sono ottimi. L’anno scorso abbiamo ottenuto grandi risultati in termini di auditel e la stagione, la prima, si è conclusa con la vittoria del Premio Simpatia, riconoscimento della televisione abruzzese che premia i programmi più belli ed originali. Ci tengo a sottolineare la partecipazione alla trasmissione di Bruno Nobili, opinionista di valore che impreziosisce il programma.

Secondo te dove può arrivare il Pescara di Pillon?

Il Pescara è una squadra dotata di un ottimo potenziale, capace di mettere in difficoltà le formazioni più competitive della serie B. E’ una squadra molto forte da un punto di vista umano e dal punto di vista della compattezza: tutti giocano per una sola causa comune, valore aggiunto assente negli anni precedenti. Inoltre Mister Pillon ha saputo dare alla squadra una grande organizzazione a livello tattico. A mio avviso il Pescara ha le carte in regola per occupare i primi posti in classifica fino alla fine del campionato. Ma preferisco non sbilanciarmi ulteriormente.

In serie D nel girone F ci sono squadre abruzzesi che si stanno facendo valere: il San Nicolò-Notaresco, il Francavilla, il Pineto in netta ripresa. Un giudizio sul campionato?

A mio avviso il Francavilla è la squadra che tra le abruzzesi ha una marcia in più. Ho seguito spesso le partite del Francavilla e devo dire che gioca molto bene. Inoltre alla base vi è una società organizzata e di ottimo livello. Il San Nicolò-Notaresco sta disputando un ottimo campionato da protagonista: la squadra è composta da un valido organico ed è allenata da un bravissimo allenatore. Il Pineto dopo la partenza negativa sta scalando la classifica: la vittoria contro il blasonato Cesena è emblematica della netta ripresa della squadra di Mister Amaolo, soprattutto tenendo conto che il Pineto ha giocato in 10 per gran parte dell’incontro. Mi auguro che l’Avezzano possa risollevarsi in quanto ha un presidente che investe molto con entusiasmo oltre che un allenatore di grande esperienza.

Gli allenatori abruzzesi stanno ottenendo importanti risultati nei vari campionati professionistici. Segno dell’ottimo stato di salute del calcio abruzzese?

Il calcio abruzzese ha sfornato ottimi giocatori ma anche validi allenatori: D’Aversa sta facendo grandi cose a Parma, Di Francesco è tornato in carreggiata a Roma dopo un periodo difficile, Vivarini ad Ascoli sta dimostrando di meritare di allenare una squadra del campionato cadetto, Luca D’Angelo a Pisa sta facendo un discreto campionato. Si tratta di allenatori che praticano un gioco piacevole ma anche a livello umano si distinguono per la loro sensibilità e per il loro spessore; sono persone vere, umili ed ottimi comunicatori.

A cura di Luca Salini

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  Scritto da Redazione Abruzzo il 27/11/2018
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